Troppo pensiero

“Insegnami a scordarmi di pensare”

(William Shakespeare)

L’eccessivo investimento del pensiero può essere una difesa talmente forte da impedirci di avvertire pienamente i messaggi che ci giungono dalla nostra parte emotiva.

È questo il caso, ad esempio, della volpe protagonista della favola di Esopo:

«Una volpe affamata, come vide dei grappoli d’uva che pendevano da una vite, desiderò afferrarli ma non ne fu in grado. Allontanandosi però disse fra sé: «Sono acerbi».

Questo meccanismo di difesa ci permette di dare una spiegazione razionale ad argomenti irrazionali, evitandoci di essere coscienti delle motivazioni inconsce sottese che ci portano a reagire in quel determinato modo. Per la volpe della favola, ad esempio, sarebbe stato troppo doloroso ammettere a se stessa di avere fallito, quindi fornisce a se stessa una spiegazione razionale per giustificare il mancato raggiungimento dell’obiettivo.

La stessa cosa può succedere nella realtà, quado usiamo il meccanismo della razionalizzazione, che è peraltro spesso efficace ed appropriato ma che, a volte, può essere eccessivo e portarci a non riuscire a sentire ciò che a livello emotivo temiamo possa essere “troppo”. Questo può portarci all’impossibilità di vivere pienamente le occasioni che la vita ci offre: pensiamo ad esempio ad una ragazza che desideri moltissimo uscire il sabato sera ma che non sia abbastanza sicura di sé per confrontarsi serenamente con i coetanei. Ella forse dirà a se stessa che tutto sommato preferisce rimanere a casa perché in tv c’è una serie che le interessa moltissimo, piuttosto che sentire il suo disagio personale e relazionale.

Talora la forza dell’iper=investimento del pensiero si riflette anche sulle emozioni positive, perché il soggetto che le prova inconsciamente teme di non potersi concedere di avvertirle, che sarebbero “troppo”.

Vivere la propria vita pienamente, riuscendo a sperimentare una vasta gamma di emozioni, è un desiderio primario dell’essere umano, tanto da avvicinarsi quasi ad un diritto. Per questo motivo vale la pena lavorare su queste dinamiche, rafforzando altre difese che lavorino al fianco della razionalizzazione per gestire le emozioni negative e abbassando l’intensità di questo meccanismo di difesa per permettere alle emozioni positive di essere vissute e sperimentate pienamente.

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