Concetti fondanti

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L’incontro con l’Altro, nella nostra professione, costituisce un momento di grandissima importanza, poiché seduti all’altro capo della nostra scrivania, si trovano persone che a noi affidano il loro dolore, le loro speranze, i loro desideri, i loro conflitti e le loro fragilità affinché noi, con la nostra professionalità, possiamo aiutarli a stare meglio, a cambiare, a vivere meglio la vita. Ci chiedono con fiducia di occuparci di loro, superando con coraggio anche le piccole o grandi resistenze che aprire il proprio spazio intimo ad una terza persona comporta.

Per questo motivo, è necessario che la nostra professione sia fondata su uno studio molto approfondito della teoria e della tecnica, che ci permetta di dare una solida cornice all’incontro relazionale.

Ogni professionista della salute mentale sceglie il proprio orientamento teorico da cui derivano gli strumenti tecnici che utilizzerà nello svolgimento dei suoi incontri.

Quelli fondanti l’indirizzo teorico psicoanalitico, che io seguo, sono i seguenti:

  1. gran parte della vita mentale è inconscia
  2. l’adulto è plasmato dalle interazioni fra esperienze infantili e fattori genetici;
  3.  il paziente ripete pattern tipici delle relazioni infantili nel presente con il terapeuta. Questo processo si chiama “transfert” ed è una fonte primaria di comprensione del paziente;
  4.  il controtransfert del terapeuta  (cioè ciò che egli prova in risposta al transfert del paziente) fornisce informazioni preziose di ciò che il paziente induce negli altri;
  5. la resistenza del paziente al processo terapeutico (e, più in generale, al cambiamento), è un punto centrale della terapia;
  6. sintomi e comportamenti assolvono molteplici funzioni e sono determinati da forze complesse e spesso inconsce;
  7. il terapeuta psicodinamico aiuta il paziente ad acquisire un senso di autenticità e di unicità. Lo sviluppo  della ricerca nel campo della psicoterapia psicodinamica è stato lento, ma i risultati degli studi disponibili sono incoraggianti.

Credo nella complessità della persona, intesa come ricchezza, non linearità, credo nella meravigliosa profondità delle nostre menti, che lavorano in continuo scambio con i nostri corpi e con le loro diverse istanze, credo nella valorizzazione della persona e di ciò che proprio essa rappresenta ed incarna, diversa da tutte le altre ma allo stesso tempo così umanamente simile. Sono proprio questi i capisaldi del mio lavoro che mi permettono di svolgerlo con serietà, competenza e passione.

 

 

Bibliografia:
Gabbard, G.O. (2005) “Introduzione alla psicoterapia psicodinamica”. Tr. it. Raffaello Cortina, Milano, 2018.

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